Menu principale:
Si è sconfitti solo quando ci si arrende
da "Cambiare gli occhi, toccare il cuore" -

Chiedere “aiuto”all’altro vuol dire credere in sé! È un vero e proprio gesto eroico che ognuno può fare per la propria vita! Saper chiedere “aiuto” significa sapere che si può scommettere su di sé, sulle proprie risorse, sul “so che ce la posso fare, anche se in questo momento il problema mi sembra insormontabile, ma se individuo – anche “fuori” da me - le strategie funzionali alla soluzione, so di possedere le capacità di attuarle”.
Quante volte, invece, la nostra cultura (intesa come credenze, miti, rappresentazioni sociali, rappresentazioni di sé, principi, valori, immagini, ecc.) ci ha indicato la strada del “farcela da soli” come la via maestra verso la meta: ogni volta in cui “gli altri non possono capirti se non hanno provato il tuo stesso dolore”, “sono tutti buoni a dare consigli”, “se ce la faccio da solo posso dimostrare che sono forte”, “il mio orgoglio prima di tutto”!
E quando gli obiettivi vengono raggiunti, funziona!
Ma il voler “farcela da soli” nonostante la gabbia diventi sempre più stretta e ci faccia soffocare, vuol dire nascondersi dietro alla maschera dell’apparire forte pensandoci incapaci ad applicare soluzioni diverse, soluzioni che possono arrivare dall’altro. Perché se così fosse, ci sarebbe proprio la sensazione di valer di meno in quanto non si è avuta, in autonomia, “l’idea giusta”. Allora, qual è la vera via maestra? Quella che ci fa annegare nel pantano della nostra solitudine inconcludente, o quella che ci porta a respirare a pieni polmoni, afferrando una prospettiva diversa e risolutrice?
La scelta di affidarsi ad un psicologo e/o psicoterapeuta è una decisione importante per l’investimento emotivo ed anche per quello economico. Quando allora farlo? Usualmente un criterio usato è quello della “gravità” del problema, ma non può esistere un termine di paragone “esterno e/o oggettivo”, così, si trova la risposta solo nella propria soggettività: “ognuno costruisce la realtà che poi subisce” (Alessandro Salvini) e ognuno costruisce la propria realtà (psicologica) in modo unico. È la sofferenza (ovviamente psicologica) a cui ognuno assegna la propria gravità a divenire, quindi, la spinta alla soluzione.
Lo psicolgo può intervenire favorendo (e non far avvenire perchè è sempre il cliente che decide!) in modo che chi ha di fronte possa
aumentare le proprie alternative di scelta
per ciò che riguarda i disturbi psicologici più invalidanti attraverso la psicoterapia,